Relatori e Abstract

Monica Pierattelli & Paolo Becherucci

Monica Pierattelli & Paolo Becherucci

Moderatori, Relatori e tanto altro...


Roberto Bernardini

RELATORERoberto Bernardini

RELATORE Direttore Struttura Organizzativa Complessa Pediatria San Giuseppe, Azienda USL Toscana Centro, Empoli

L’Orticaria

Un panel multidisciplinare ha preparato le Linee Guida per la diagnosi e la gestione dell'Orticaria cronica nell'infanzia. Domande chiave sull'epidemiologia, la storia naturale, le strategie per riconoscere i fattori scatenanti, l’iter per diagnosi e soprattutto la gestione spesso personalizzata. Tutto questo raccontato in maniera esaustiva da uno dei partecipanti al Gruppo di Lavoro.


Leila Bianchi

RELATORELeila Bianchi

RELATORE Ambulatorio Pediatrico di Salute Internazionale, Malattie Infettive AOU Meyer, Firenze

I parassiti: ultima puntata sul serio

Numerosi parassiti possono colonizzare l’intestino umano e dare manifestazioni cliniche delle più varie, come diarrea, malassorbimento, prurito, o non dare alcun sintomo evidente. Alcune parassitosi sono molto frequenti e siamo abituati a gestirle, come ad esempio l’ossiuriasi, altre sono meno conosciute, come l’infestazione da Strongyloides stercolaris; questo è un parassita ubiquitario, presente anche in Italia, ma che si ritrova più frequentemente nei bambini immigrati e che può dare manifestazioni cutanee, ipereosinofilia e gravi reazioni sistemiche in caso di terapie cortisoniche ad alte dosi o immunosoppressive. I parassiti intestinali possono essere di due tipi: protozoi o elminti. I primi sono microrganismi unicellulari e ne sono un esempio la Giardia o l’ameba; i secondi, gli elminti, sono invece organismi pluricellulari vermiformi e ne fanno parte gli ossiuri, la tenia e anche lo Strongyloides. Le parassitosi da elminti possono dare aumento degli eosinofili, mentre quest’ultima è di solito assente nelle infestazioni da protozoi. La più frequente parassitosi intestinale nel mondo è rappresentata dalla giardiasi. L’infestazione da Giardia intestinalis decorre generalmente asintomatica, mentre solo in una minoranza dei casi si manifesta con diarrea acuta oppure diarrea cronica con steatorrea e malassorbimento. Altra parassitosi decisamente frequente nel nostro paese è l’ossiuriasi… un vero incubo per alcune famiglie che nonostante i numerosi cicli di trattamento anti-parassitario non riescono a liberarsi da questi fastidiosi vermetti. Va ricordato che la terapia con i farmaci deve sempre essere effettuata, non è dannosa - perché il farmaco rimane per la maggior parte nel canale intestinale e pertanto ne viene assorbito molto poco - e va sempre associata a scrupolose norme igieniche. Le tenie sono vermi piatti, di aspetto nastriforme; la Taenia solium ha come ospite intermedio il maiale, mentre la Taenia saginata i bovini, pertanto la prima si contrae mangiando carne contaminata, cruda o poco cotta, di maiale, mentre la seconda mangiando carne bovina. La cisticercosi è l'infestazione da larve di Taenia solium, che si sviluppano dopo l'ingestione di uova escrete con le feci umane e in questo caso l’uomo si comporta da ospite intermedio. La cisticercosi è generalmente asintomatica a meno che le larve non invadano il sistema nervoso centrale, dando origine a neurocisticercosi, che può causare convulsioni e diversi altri segni neurologici. La neurocisticercosi è la causa più frequente di epilessia nei paesi in via di sviluppo.


Elena Chiappini

RELATOREElena Chiappini

RELATORE Professore Associato di Pediatria, Ospedale Pediatrico Universitario Meyer, Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Firenze

La febbre rivista dai clown

La febbre è il sintomo più comune in pediatria e rappresenta la principale causa di triage telefonico e la ragione di oltre il 30% di tutte le visite pediatriche. Sebbene l’aumento della temperatura corporea sia un meccanismo fisiologico che mette in atto effetti benefici per combattere le infezioni, l’alterata percezione del rischio correlato alla febbre coinvolge non solo genitori/tutori ma anche medici e operatori sanitari rappresentando il principale ostacolo all’applicazione delle raccomandazioni delle Linee Guida. Riguarderemo quindi le Linee Guida per condividere insieme l’approccio alla febbre, in particolare sottolineando lo scopo di usare farmaci per alleviare lo stato di malessere.


Laura Coradeschi

RELATORE VIDEOLaura Coradeschi

RELATORE VIDEO Odontoiatra, Libero professionista, Firenze/Arezzo

Il primo approccio a: un trauma ai denti

I traumi precoci dentali possono fin dai primi anni di vita compromettere l’integrità funzionale e la gradevolezza del settore anteriore delle arcate dentali, che risulta essere percentualmente il più esposto. Il Pediatra di Famiglia viene spesso interpellato dai genitori nell'immediato dopo trauma. È quindi necessario aver ben chiaro in quali situazioni e con che modalità intervenire. Verrà suggerito il comportamento da adottare da parte del Pediatra di fronte alle varie evenienze, suddivise in “traumi su dentatura decidua” e “traumi su dentatura permanente”, analizzati in uno schema basato sulla crescente gravità degli esiti dell'impatto. Interventi che possono fare la differenza per la successiva evoluzione delle lesioni dentali riportate dal bambino, in attesa di inviare il piccolo paziente al dentista.


Renato Cutrera

RELATORERenato Cutrera

RELATORE Direttore UOC Broncopneumologia, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù IRCCS, Roma

Incontri ravvicinati con i farmaci respiratori

I farmaci per l’apparato respiratorio sono tanti, hanno differenti azioni, si possono associare o usare da soli, per cui rivediamo con l’esperto le caratteristiche di ognuno, indicazioni vantaggi e limiti per un uso consapevole e razionale nelle diverse patologie nelle diverse età.


Elena Galli

RELATORE VIDEOElena Galli

RELATORE VIDEO UOS Immuno - Allergologia Pediatrica, Ospedale S.Pietro - Fatebenefratelli, Roma

Video dermatologia - La Skin care raccontata ad una madre

È noto come la patogenesi della dermatite atopica sia determinata dall’interazione fra fattori genetici, epigenetici ed ambientali, eterogeneo spettro di difetti immunologici e numerose alterazioni della barriera e del microbioma cutaneo. Il trattamento di base consiste nel cercare di raggiungere rapidamente un buon miglioramento cutaneo e un buon controllo del prurito e mantenere questa situazione “ottimale” stabile il più a lungo possibile mediante un corretto e costante utilizzo di emollienti e detergenti specifici, il cosiddetto skin care. L’utilizzo quotidiano dello skin care, consigliato da tutte le più recenti Linee Guida, rappresenta infatti un complemento indispensabile per aiutare il ripristino delle funzioni della barriera cutanea sempre altamente compromessa nella dermatite, anche in apparente fase di benessere.


Simone Lazzeri

RELATORE VIDEOSimone Lazzeri

RELATORE VIDEO Responsabile Traumatologia Ortopedica - AOU Meyer, Firenze

Il primo approccio a: un trauma agli arti

La valutazione di una lesione degli arti inizia con una buona anamnesi traumatica. Informazioni sul meccanismo traumatico sono estremamente utili per una stima della quantità di energia assorbita e per la formulazione di ipotesi circa possibili lesioni presenti. L’esame obiettivo è volto alla ricerca di segni suggestivi di lesione muscolo-scheletrica ispezionando in maniera sistematica il segmento interessato. In un bambino vigile e con sufficiente sviluppo cognitivo il sintomo dolore ben espresso e localizzato è spesso un preciso indicatore di lesione, anche in assenza di segni locali. Durante l’ispezione del paziente si ricercano ferite, abrasioni, ecchimosi, tumefazioni, deformità e sedi elettive di dolorabilità. Per ogni segmento deve essere valutato lo stato di perfusione e l’eventuale presenza di disturbi o deficit neurologici. Il trattamento iniziale prevede, fondamentalmente, l’immobilizzazione del segmento, ottenibile con poche semplici regole. L’immobilizzazione previene danni secondari ed è di per sé un ottimo presidio analgesico che, tuttavia, non esime da un adeguato trattamento del dolore anche per via farmacologica.


Gabriele Masi

RELATOREGabriele Masi

RELATORE Neuropsichiatria Infantile, Direttore UOC Psichiatria e Psicofarmacologia, IRCCS Fondazione stella Maris, Pisa

Fattori di rischio della depressione

I disturbi dell’umore del bambino sono la depressione unipolare ed il disturbo bipolare, caratterizzato dalla presenza, nella stessa fase o in momenti diversi, di umore depresso ed eccitato. In particolare nell’età evolutiva la distinzione tra tali disturbi è spesso complessa, essendo molte le forme intermedie. Inoltre i disturbi dell’umore sono in età evolutiva più spesso associati a disturbi del comportamento, componendo quadri misti talvolta di complesso riconoscimento. Appare quindi importante definire i fattori di rischio, ma anche le condizioni per un rapido riconoscimento (es. esordio, forme cliniche tipiche ed atipiche), i rischi evolutivi, e modalità generali di gestione.


Carlo Mazzatenta

RELATORECarlo Mazzatenta

RELATORE Direttore UO dermatologia Lucca, USL Toscana Nordovest

La psoriasi

La psoriasi è una malattia infiammatoria della cute e con minor frequenza delle piccole e grandi articolazioni. Interessa fra il 2 e il 4% della popolazione nelle diverse casistiche. La malattia può manifestarsi in qualsiasi momento della vita anche se si presenta principalmente in due fasce di età cioè quella 15- 20 e quella fra 56-60. Le manifestazioni classiche della psoriasi cioè le tipiche placche eritemato desquamative localizzate a gomiti e ginocchia sono manifestazioni non particolarmente frequenti in nei primi anni di vita quando la psoriasi tende a manifestarsi con lesioni minime e atipiche spesso difficilmente riconoscibili. Nella maggioranza dei casi la psoriasi in età pediatrica può essere trattata con farmaci topici. Nei casi più gravi possono essere utilizzate terapie sistemiche, anche se off label, come la ciclosporina e il metotrexate oppure i più moderni farmaci biotecnologici come gli anti TNF alfa e le anti interleuchine che consentono un ottimo controllo della malattia nel lungo periodo.


Alessandro Mussa

RELATOREAlessandro Mussa

RELATORE Ricercatore, Dirigente Medico (Genetica Clinica Pediatrica), Ospedale Infantile Regina Margherita, Città della Salute e della Scienza di Torino

Nato da fecondazione assistita: come sarà?

Oggigiorno le metodiche di procreazione medicalmente assistita (PMA) sono di comune utilizzo nell’infertilità e i nati da gravidanze insorte con queste modalità rappresentano fino al 4% delle nascite nei paesi occidentali. Si sono susseguiti negli anni numerosi studi volti a evidenziare nei nati da PMA differenze in termini di salute rispetto ai nati da procreazione naturale. È noto come i primi abbiano una maggiore incidenza di complicanze ostetriche e perinatali, per lo più connesse alla prematuranza o alle condizioni di salute materne. È acclarato anche che la PMA si associa a una maggiore incidenza di alcune condizioni genetiche: sindrome di Beckwith-Wiedemann, sindrome di Silver-Russell e altre “malattie da perturbazione dell’imprinting”, ovvero fenotipi clinici che derivano da una rilevante e profonda perturbazione di alcuni loci soggetti a imprinting genomico. È dibattuto se nella patogenesi di questa associazione abbiano un ruolo diretto le metodiche della PMA o, piuttosto, l’infertilità che viene a determinare la necessità di ricorso alla PMA.


Gaia Nanni

RELATOREGaia Nanni

RELATORE Attrice, Firenze

Una babysitter speciale

I principi di accudimento nei primi anni di vita sono fondamentali per una crescita armonica di ogni nuovo nato. Anche i caregivers devono concordare con la madre le migliori modalità per affrontare piccoli problemi quotidiani soprattutto nella fascia 2-3 anni. E allora ascoltiamo un confronto a due voci fra una baby sitter e una madre che può aiutare anche i pediatri a esprimere il proprio punto di vista autorevole sulle fasi fisiologiche dei comportamenti infantili. Con un occhio al futuro.


Alessia Nucci

RELATORE VIDEOAlessia Nucci

RELATORE VIDEO Medico pediatra, Dipartimento Emergenza-Accettazione DEA AOU Meyer e Facilitatore di Simulazione, SOSA Simulazione e Risk Management; Dipartimento Emergenza-Accettazione DEA AOU Meyer, Firenze

Il primo approccio a: la pronazione dolorosa del gomito

La “pronazione dolorosa” (o lussazione) di gomito è una causa molto frequente di accesso al Pronto Soccorso o di richiesta di intervento tempestivo del Pediatra di Famiglia nei bambini al di sotto dei 5 anni di età. Come fare diagnosi? Quale manovra? Quali indicazioni e quali controindicazioni? Tutte le risposte in questa video relazione.


Diego Peroni

RELATOREDiego Peroni

RELATORE Professore di Pediatria, Università di Pisa; Direttore Pediatria AOUP Pisa

Viaggio allucinante di un lattobacillo

Il sistema immunitario e la risposta infiammatoria giocano un ruolo centrale nel determinare il decorso clinico di numerose patologie infettive. Difatti, un sistema immunitario efficiente sia nella componente innata che in quella adattativa, permette un miglior controllo della replicazione del patogeno e dell’infezione in genere. Un adeguato controllo della risposta infiammatoria dell’ospite è a sua volta fondamentale per prevenire il danno secondario ad essa. Di conseguenza, c’è un crescente interesse verso l’utilizzo di supplementi nutrizionali ad attività antibatterica-antivirale, immunostimolante ed immunomodulante, tra cui i probiotici, quali “adiuvanti” terapeutici nella gestione delle infezioni in età pediatrica, prevalentemente di natura virale. L’utilizzo dei probiotici ha dato risultato promettenti in diversi ambiti, tra cui la prevenzione delle patologie allergiche ed infettive. Il ruolo del microbioma gastro-intestinale e respiratorio e della supplementazione con probiotici in bambini con infezioni virali e batteriche non è completamente definito, seppure i dati di letteratura e i noti meccanismi di modulazione della risposta immunitaria sembrino suggerirne un potenziale effetto benefico. Pur con risultati contrastanti i probiotici si sono infatti dimostrati efficaci nella prevenzione delle infezioni respiratorie ricorrenti, delle gastroenteriti virali e della sepsi. L’azione dei probiotici (il viaggio “allucinante” del lattobacillus) potrebbe espletarsi mediante differenti modalità: riducendo la trasmissione dell’infezione (in particolare a livello gastrointestinale), favorendo l’eliminazione dell’agente infettivo mediante stimolazione del sistema immunitario e, infine, modulando la risposta infiammatoria dell’ospite. L’assunzione di probiotici è in grado di interferire con la trasmissione di agenti patogeni a livello del tratto gastrointestinale mediante diversi meccanismi, tra cui il rinforzo della barriera epiteliale intestinale e la competizione locale con la proliferazione di agenti patogeni. Inoltre, specifici ceppi di probiotici sono in grado di amplificare la risposta immunitaria sia locale che sistemica, coinvolgendo anche l’apparato respiratorio mediante un complesso network di interazioni con il sistema immunitario dell’ospite e il microbioma respiratorio, favorendo quindi la clearance del virus. In particolare, alcuni ceppi di bifidobatteri e lattobacilli sono in grado di incrementare la produzione locale e sistemica di citochine ad attività antivirale, tra cui gli interferoni di tipo 1, e di aumentare l’attività delle cellule del sistema immunitario innato e adattativo. Infine, il microbioma è coinvolto nella modulazione della risposta immunitaria ed infiammatoria, influenzando il rapporto tra le cellule T helper-17 (ad attività pro-infiammatoria) e le cellule T-regolatorie (anti-infiammatorie), prevenendo un’eccessiva attivazione del sistema immunitario, riducendo quindi il danno tissutale secondario all’infezione stessa. Le infezioni respiratorie ricorrenti specie in età pediatrica costituiscono per la loro incidenza un problema di salute pubblica. I dati sono ancora controversi ma vi sono evidenze, anche sostenute da revisioni della letteratura e cochrane, che per alcuni ceppi (ad es. Lactobacillus GG, L. reuteri) la supplementazione preventiva determini ad esempio una riduzione degli episodi di otite media acuta, di infezioni respiratorie in genere e dell’uso di antibiotici. In conclusione, i multipli meccanismi di azione dei probiotici a livello del sistema immunitario rendono questi ultimi un potenziale supporto nella gestione delle infezioni del bambino, considerando sempre la specificità d’azione e le dimostrazioni cliniche che il singolo ceppo che intendiamo utilizzare ha dimostrato. Nel “viaggio” del Lactobacillus all’interno del sistema immunitario del soggetto la somministrazione o supplementazione con altri fattori, come le vaccinazioni, la vitamina D, le vitamine in genere, gli oligoelementi vanno considerati per ottenere un’efficace e sinergica azione preventiva. In altri termini anche un corretto stile di vita, l’attività fisica, una dieta varia ecc. contribuiranno a rendere meno “allucinante” e piu’ efficace il viaggio del probiotico. Spesso infatti l’intervento singolo non è in grado di ribaltare una situazione clinica che magari è ricorrente o cronica. Infine, l’ampia dimostrazione di sicurezza, dimostrata in numerosi studi clinici, favorisce l’applicazione clinica dei probiotici “giusti”.


Monica Pierattelli

RELATOREMonica Pierattelli

RELATORE

L’anoressia in un fumetto

Diagnosticare l’anoressia non è sempre semplice in soggetti molto giovani, perché i cambiamenti fisici che accompagnano l’adolescenza e i comportamenti tipici di questo periodo di cambiamento possono mascherarne le prime fasi. I segnali sono spesso sfumati, ma tragicamente progressivi. Si rifiuta il cibo o si evitano i cibi ritenuti grassi, ci si concentra su alimenti poco calorici, con una attenzione ossessiva alla bilancia. Frequentemente i pasti vengono consumati con estrema lentezza e il corpo viene percepito e vissuto in modo alterato, con un eccesso di attenzione alla forma. Le attività per disperdere calorie aumentano e tutto il mondo mentale ruota solo attorno al cibo. Con immagini che arrivano nel profondo proviamo a raccontare questo disturbo della condotta alimentare, proprio per intercettarla e prenderla in carico. Anche se non da soli.

Roberto Innocenti

ILLUSTRATORERoberto Innocenti

ILLUSTRATORE Illustratore grafico, scrittore di satira è uno dei pochissimi italiani ad avere ricevuto il Premio H.C. Andersen


Franco Ricci

RELATOREFranco Ricci

RELATORE Dirigente Medico SOD Auxoendocrinologia e Ginecologia Pediatrica, Clinica Pediatrica I – Firenze, AOU Meyer

Come rendere felice un endocrinologo: usiamo le giuste curve di crescita

Le curve di crescita permettono di valutare se l'accrescimento di un bambino risulta adeguato per il suo sesso e per la sua età identificando delle linee chiamate percentili che definiscono un range considerato normale. Dal momento che la crescita rappresenta un indice semplice ed attendibile di un buon livello di salute del bambino questo strumento rappresenta a volte una vera e propria ossessione per i genitori e a volte (giustamente) anche per il pediatra stesso. Per una corretta valutazione dell’accrescimento staturo-ponderale risulta quindi necessario confrontare valori di peso e statura rilevati nel bambino con quelli di un campione di bambini sani. Il valore normale di statura e peso non sarà mai un numero singolo e preciso, ma varia all’interno di una fascia di valori ovvero tra un minimo e un massimo, che si possono individuare tra il 3° e il 97° percentile. Di solito la ricostruzione di una buona curva di crescita non richiede particolari sforzi o competenze. Al contrario risulta fondamentale possedere competenze in ambito auxologico per interpretarle correttamente, processo che non può prescindere da una corretta scelta e utilizzo da parte del pediatra del tipo di curva di crescita. In questa breve relazione tenteremo di spiegare le differenze tra le principali curve di crescita di uso comune e faremo cenno su come interpretarne i dati e le informazioni che ricaviamo da questo prezioso strumento.


Rocco Russo

RELATORERocco Russo

RELATORE Pediatra Unità Operativa Materno Infantile, ASL Benevento

Le vostre domande e le risposte sulle vaccinazioni senza rete

Sin dall’inizio della nuova era per la lotta contro malattie infettive prevenibili con i vaccini, questo intervento preventivo ha risentito degli attacchi dei movimenti antivaccinali sempre pronti a ricoprirlo di accuse: tanto false quanto pericolose. Pur giustificando i vecchi gruppi antivaccinali, che agli inizi dell’ottocento, non avevano la possibilità di attingere a dati scientifici supportanti i benefici di tale strumento preventivo, ai giorni nostri risultano moralmente inaccettabili le convinzioni di coloro che continuano a ribadire che i vaccini: “danneggiano irrimediabilmente il sistema nervoso, provano tumori ed altre malattie, sono uno spreco di soldi e, soprattutto, non servono a niente….”. Oltre all’indiscusso valore scientifico e sociale di un programma di prevenzione vaccinale non bisogna dimenticare che esistono numerosissimi studi i quali dimostrano le positive ripercussioni anche sull’economia del Paese che investe nella prevenzione. Grazie all’inserimento del vigente Piano Nazionale Prevenzione Vaccini nei LEA si è avuta la grande opportuna di armonizzazione le strategie vaccinali in tutto il Paese, con la garanzia di potere offrire alla popolazione, in maniera attiva e gratuita, indipendentemente da luogo di residenza, reddito e livello socio-culturale, i pieni benefici derivanti dalla vaccinazione, intesa: sia come strumento di protezione individuale che di prevenzione collettiva. L’auspicio è che da parte delle Istituzioni e di tutti gli Operatori, tradizionalmente impegnati nelle attività di prevenzione, vengano messe sempre più in atto una serie di adeguate e condivise strategie, finalizzate a creare opportuni ed efficaci sistemi di educazione, informazione e formazione per l’intera popolazione: solo con l'accettazione cosciente e responsabile di un atto preventivo di fondamentale importanza quale è appunto la vaccinazione, da intendersi come un palese segno di progresso, civiltà e salvaguardia della salute pubblica in tutto il mondo, si potrà realizzare il sogno di eradicare e/o contenere le malattie infettive prevenibili con il vaccino.


Angelo Selicorni

RELATOREAngelo Selicorni

RELATORE Direttore Unità Operativa Complessa di Pediatria ASST-Lariana Como

Altre 4 facce da non dimenticare

Verranno presentate 4 immagini di bambini che presentano caratteristiche fenotipiche che devono fare sospettare malattie da intercettare per una corretta ipotesi diagnostica e soprattutto per indirizzare allo specialista. Ci sarà spazio per sottolineare gli aspetti cruciali di una corretta osservazione clinica, alla ricerca anche di segni poco evidenti.


Pasquale Striano

RELATOREPasquale Striano

RELATORE Professore Associato di Pediatria Università di Genova/Istituto Gaslini

Microbioma: un link fra testa e pancia

L'asse microbiota-intestino cervello (MGB) è la comunicazione bidirezionale tra microbiota intestinale e cervello. Sono state dimostrate una serie crescente di prove precliniche e cliniche che l'ecosistema microbico intestinale può influire sulla salute neuropsichica. Tuttavia sono necessari ulteriori studi per chiarire le complesse interazioni gene-ambiente e il ruolo dell'asse MGB nelle malattie neuropsichiatriche, con l'obiettivo di identificare biomarcatori e nuovi bersagli terapeutici. Nella relazione lo stato dell’arte.


Cristina Taddei

RELATORE VIDEOCristina Taddei

RELATORE VIDEO Fisioterapista dell’Area Pediatrica, Specializzata nella promozione dello sviluppo psicomotorio 0-3 anni, Libera professionista, Firenze

Portare a giro un bambino piccolo

Nell’intervento verranno illustrate le diverse attrezzature (carrozzina, ovetto, marsupio, fascia, passeggino, seggiolino per la bicicletta.. ) utilizzate per portare i bambini fuori nei primi 18 mesi di vita. In particolare, verranno affrontati il “come e quando” utilizzarle affinché i bambini e le bambine non vengano solo “trasportati” passivamente ma siano messi nelle condizioni posturali ottimali per stare comodi, sicuri e godersi al meglio i momenti “a spasso insieme” in una situazione “attiva”, adeguata alle loro competenze.


Paolo Tarchini

RELATORE VIDEOPaolo Tarchini

RELATORE VIDEO Dirigente Medico Specialista in Otorinolaringoiatria, Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer, Firenze

Il primo approccio a: un trauma al naso

I traumi nasali che possono lesionare il naso in maniera più o meno grave. Queste lesioni, a seconda della gravità o dell'area interessata, possono essere principalmente differenziate in: lesioni cartilaginee o fratture delle ossa proprie del naso più o meno associate a fratture delle strutture ossee limitrofe. I principali sintomi e segni che dobbiamo prendere in considerazione sono: dolore, tumefazione della piramide nasale con eventuale deformità, ostruzione respiratoria, emorragia, calo del visus, enoftalmo, iperemia o ecchimosi congiuntivale, tumefazione palpebrale, oftalmoplegia. È importante che il Pediatra di Famiglia conosca le procedure di primo soccorso da effettuare sul piccolo paziente che ha subito un trauma nasale, quali sono gli elementi semeiologici che indichino la presenza di complicanze e, di conseguenza, il livello di urgenza di invio del piccolo presso il pronto soccorso e/o la valutazione specialistica.


Elvira Verduci

RELATOREElvira Verduci

RELATORE Professore Associato di Pediatria, Dipartimento di Scienze della Salute Università di Milano, Clinica Pediatrica Ospedale dei Bambini Buzzi, Milano

Caccia all’errore nell’alimentazione del primo anno: rivediamo e concludiamo

L'importanza di una corretta alimentazione nel primo anno di vita è nota a tutti. Il Pediatra è consapevole della preziosa occasione (da non perdere!) di entrare in stretto contatto con i nuovi genitori proprio quando massima sembra essere la loro attenzione e la voglia di mettersi in discussione nelle scelte alimentari per il proprio bambino e per se stessi. In questi 12 mesi l'alimentazione evolve e si modifica rapidamente, vengono definite modalità, gusti e relazioni che hanno un'elevata probabilità di permanente nelle età successive. Vengono analizzati assieme brevi video registrati nell'ambulatorio del Pediatra nell'atto di discutere con il genitore di alimentazione 0-12 mesi. Tali video saranno spunto di considerazione riguardo i corretti suggerimenti pratici per singoli nutrienti (es. proteine, grassi , zuccheri, sale) ma anche per modalità e tempi di introduzione dell'alimentazione complementare. La presenza di potenziali errori (tecnici e comunicativi) verrà sottolineata nella relazione e nella discussione comune.

Paolo Brambilla

RELATOREPaolo Brambilla

RELATORE ATS Città Metropolitana di Milano, Pediatra di Famiglia